Group: Member Posts: 1140 Location: Ovunque dal profondo blu
Status: Off Line
Personaggi citati: Bella (protagonista), Jake, Edward, Charlie, Sam, Mike. Trama: Se New Moon non fosse mai finito con il ritorno di Edward, con Bella che va in Italia con Alice, come sarebbe andata? Un finale alternativo, nato in un momento di creatività.
Giulietta sta con Paride, ma Romeo è tornato.
In the Middle of Nowhere
La notte vigeva sulle case della piccola cittadina di Forks. La nebbia copriva con una coltre invisibile la vegetazione, le strade.. e le luci della città. L'oscurità governava ovunque. Avevo sempre odiato Forks, se non fosse stato per quel ragazzo meraviglioso che mi faceva sembrare tutto più bello. Quel ragazzo dagli occhi scuri e dai capelli cortissimi, dai muscoli scolpiti.. quel ragazzo a volte troppo impulsivo. Semplicemente Jacob. Jacob Black. Mi ero trasferita solamente da un anno, e mi sembrava di essere lì da una vita. Ogni giorno mi aspettava sempre la stessa routine: sveglia presto, Jacob che mi accompagnava a scuola, scuola, Jake che veniva alla pausa pranzo, scuola nuovamente, Jake che mi veniva a prendere a scuola. E ogni volta che uscivo fuori e lo vedevo appoggiato alla portiera della mia macchina mi sembrava un sogno, mi si fermava il respiro in gola, il cuore prendeva a battere più forte... e non smetteva finché non realizzavo che tutto quello che avevo era reale. Lui era mio. Come la prima volta che lo pronunciò, sembra ieri a pensarci.
"Dimmi che mi ami.." "Ti amo." sussurrò lui stringendomi forte nelle sue forti e calde braccia, il caldo che emanava il suo corpo mi sembrava così confortante così... sicuro. "Ripetilo sempre. Per sempre" sorrisi lasciandomi cullare tra le sue braccia, mentre tenevo la testa appoggiata al suo petto e sentito il battito lento del suo cuore, mentre mi respirava tra i capelli. "Ti amo, ti amo, ti amo..." ancora una volta non lo urlò, ma lo mormorò dolcemente, e quando riaprì gli occhi per guardarmi appena rosso in viso nonostante la sua carnagione scura lo aiutasse a nasconderlo, mi sorrise.
Mentre scendevo le scale verso il parcheggio, non gli staccavo gli occhi di dosso mentre attraversavo la strada tra le macchine parcheggiate dei ragazzi sospiravo per quanta strada ancora ci dividesse. La folla di studenti si era sparpagliata per tutto il parcheggio, chi saliva in macchina aspettava che gli altri passassero. Lui da lontano mi sorrideva, come sempre era il mio sole. La mia luce, il mio sorriso. Lui era la mia vita. Lui era la parte di Forks che amavo. Tutto sembrava più buio, quando ero con lui. Non vedevo altro che il mio dolce sole e respiravo a stento. Mi faceva innamorare di lui ogni giorno. Quando finalmente la distanza tra noi due, si dimezzò mi sembrava più luminoso di prima e corsi - incurante del fatto, che avrei potuto inciampare - e lo abbracciai felice. Mi lasciai stringere e quando sciolse quell'abbraccio mi prese il viso tra le mani e mi guardò serio. "Stai bene?" mi chiese dolce, con la sua voce rude, mascolina. "Sì.. mi sei mancato." Lanciò un occhiata oltre le mie spalle, sprezzante. Mi voltai a guardare e lì vidi un ragazzo pallido dai capelli bronzei, con gli occhi nerissimi puntati su noi due, sentivo il freddo gelido alitarmi addosso nonostante la distanza a dividerci da lui fossero parecchi metri. Edward. "Jake.." lo pregai, tornò a guardarmi con aria preoccupata e mi aprì la portiera del pick-up per farmi salire dalla parte del passeggero. Sapevo che mi stava ancora fissando e lo sapeva anche Jacob, poiché sbatté forte la portiera del mio povero veicolo. "Mi infastidisce." borbottò mentre inseriva la chiave nel quadro e faceva partire dolcemente quel pick-up rumoroso. I miei pensieri scorrevano veloci quasi palpabili al tatto, e non mi facevano dimenticare quegli occhi neri. Ma Jacob ne spezzò il ravvivare. "A che pensi...? Non.... al lui?" chiese cercando di nascondere con una nota di preoccupazione la gelosia che si espandeva nell'abitacolo del veicolo. Il calore sprigionato dalla sua gelosia era anch'esso palpabile al tatto, quanto i miei pensieri di qualche minuto prima, che non mi abbandonavano per nessuna ragione quasi volessero punirmi di quella decisione. "Ho preso la mia decisione, Jake" sospirai, e con un gesto poco curato mi ravviai i capelli dietro l'orecchio. Lui mi sorrise e quando spense il motore davanti alla mia vecchia casa, mi si avvicinò lentamente facendomi sospirare e allo stesso assaporare il suo dolce profumo, dimezzai quella poca distanza tra di noi e avvicinai le mie labbra alle sue. Si appoggiarono leggermente e lui delicatamente le assaporò. Socchiudemmo gli occhi entrambi, rimanendo chissà quanto, mi sembrò davvero un'eternità. Quando si allontanò, mi passò un mano caldissima sulla guancia arrossata. "Mi piaci, quando arrossisci." L'istinto prese il sopravvento su di me, e con delicatezza gli baciai la mano per poi riavvicinarmi a lui e baciarlo lentamente, appassionatamente. Quel momento però fu spezzato dall'arrivo dell'agente Swan, che bussò al finestrino dalla parte di Jake. "Quando pensi di restituirmela, ragazzo?!" sorrise ironico Charlie, mentre un mezzo sorriso si incurvava sulle sue labbra increspate. Jake imbarazzato aprì il finestrino. "Buongiorno Charlie! Tutto bene?" Io non potevo che essere imbarazzata quanto lo era Jake, come ci si poteva sentire quando tuo padre ti beccava in flagrante?! Una marea di emozioni mi sconvolgevano ancora lo stomaco, quel bacio era stato un fuoco che ancora mi bruciava dentro e mi solleticava la gola. "Tutto bene, ragazzo. E tuo padre, tutto bene? Quel vecchio birbone non si è ancora fatto vivo per domenica." "Andate a pesca?" chiesi istintivamente io, attirando su di me lo sguardo di entrambi. "Sì, Bells. Ti disturba?" chiese immediatamente preoccupato Charlie, mentre si sporgeva dal finestrino con aria tremendamente intimidatoria. "No papà." scesi dalla macchina velocemente annunciando ai due uomini della mia vita che andavo a preparare il pranzo. Con disappunto di Jacob, poiché ero fuggita senza salutarlo. Ma fortunatamente l'agente Swan fu più cortese di me. "Resti a pranzo, Jacob?" Io lanciai uno sguardo a Jake dalla porta di casa, mentre tentavo di aprire inutilmente la porta - stavo guardando lui - e con evidente sforzo lui sorrise a mio padre gentile e cordiale come sempre. "No, Charlie. Non per oggi" Charlie rimase deluso e io in fondo sapevo che non avrebbe accettato. Diceva che era ancora presto per qualcosa di ufficiale, nonostante mio padre ci avesse fatto l'abitudine nel vederci insieme. Entrata in casa gettai la borsa in camera mia, e tornai di sotto per preparare qualcosa di poco impegnativo. Misi la pentola sul fuoco e aspettai seduta - con un occhio puntato alla finestra - che l'acqua bollisse. Più tardi scolai la pasta e la misi in tavola. Charlie solito al silenzio e alle poche parole, addentò un boccone, gettandomi uno sguardo preoccupato. "Tutto ok, Bells?" Io che mangiavo davanti a lui, mentre sorseggiavo un bicchiere di latte lo guardai assorta in chissà quale pensiero. Possibile che capisse, sempre quando qualcosa non andava? "Niente papà, sono solo stanca." "Troppi compiti in classe?" Non mi staccava gli occhi di dosso e questo mi faceva sentire parecchio a disagio, infatti tenevo lo sguardo fisso sul mio piatto. "No, oggi sono stati abbastanza clementi." buttai giù un altro boccone e un altro bicchierone di latte, dopo di che mi alzai sotto gli occhi preoccupati di Charlie. "Hai visto Edward?" Non gli risposi e per lui fu una conferma. Sparecchiò, permettendomi di salire nella mia stanza a fare i compiti e abbandonarmi alla piena disperazione. Mi sembrava ieri che se n'era andato via, quel brutto periodo che passai.. se non fosse stato per Jake. Il mio Paride che si era trasformato in un Romeo - di rimpiazzo al Romeo fuggito. Ero diventata allora la Giulietta che si era accontentata del Paride, e ne aveva accettato i pregi e i difetti. Il mio Jacob, che mi faceva battere il cuore da molto tempo ormai. Eravamo stati così bene assieme da allora, ma poi lui tornò. Rientrò nella vita di Forks. Rientrò nella mia vita, nei miei sogni, nei miei incubi. Lo inseguivo ogni notte in quella foresta dove mi aveva abbandonata, a volte lo raggiungevo a volte no, e in preda alle lacrime chiedevo solo di morire. Ma le ultime volte, il senso di colpa verso Jake, il pensiero che lui mi amasse e io amassi lui - non quanto amavo Edward - aveva coinvolto pure lui nel mio sogno. A volte quando Edward mi abbandonava nella foresta appariva lui, e tutto tornava luminoso, mi stringeva e sentivo nuovamente il calore che mi mancava. Jake era presente nei giorni miei, ma non lo era ancora nella mia vita. Sentivo il suo timore di abbandonarsi completamente all'amore - per paura di soffrire - e aveva ragione, prima o poi avrei fatto soffrire anche lui, come avevo fatto soffrire Edward al suo ritorno.
La pioggia incessante batteva sulla mia finestra, e copriva comunque la musica del mio mp3. Infastidita mi gettai un cuscino sulla faccia, sperando così di mettere a tacere il rumore. Improvvisamente sul braccio scoperto sentii un sospiro fresco, e rabbrividii togliendo il cuscino immediatamente dal viso. Era lì fermo, bello come sempre, la sua pelle bianca bella come il marmo, i suoi occhi dorati, il suo sorriso da mozzare fiato. "Edward.." fu l'unica cosa che riuscii a dire, le parole mi si fermavano in gola. "Mi potrai mai perdonare?" mormorò restando fermo ai piedi del mio letto. Lo guardai in preda alle lacrime e alla rabbia. Strinsi i pugni e mi venne d'istinto picchiarlo sul petto leggermente scoperto dalla camicia aperta. Ne ricavai solamente altro dolore e forse una contusione. Lui mi prese i polsi e mi guardò con sguardo preoccupato, afflitto da un dolore più profondo. "Lo sapevo che avrei fatto del male a me stesso, e lo accettavo. Ma quello che non sapevo e che avrei fatto più male a te allontanandomi." Cercai di divincolarmi da quella morsa, inutilmente, mentre lui continuava a tenermi stretta finché non mi abbracciò lasciandomi, sconvolta con le braccia a mezz’aria come lui le aveva lasciate. Teneva una guancia appoggiata al mio petto respirandomi. "Per favore, vattene" dissi tremando, sapendo che l'unica cosa che desideravo era stare solamente con lui. Ma improvvisamente il pensiero di Jake, il pensiero di noi mi balenò costringendomi a non far del male a chi... del male a me non ne aveva fatto. Quando più tardi- dopo mie svariate suppliche - si allontanò addolorato, mi gettai tra le coperte afflitta. Combattendo contro me stessa dal lasciar Jacob. Non era giusto. Mio padre non l'avrebbe mai accettato. Non aveva mai disprezzato Edward, fino ad allora. Era stata dura per lui dovermi vedere sempre così silenziosa, finché non mi aveva ridato vita Jake, con le nostre uscite. Fino alla scoperta del suo meraviglioso e spaventoso mondo. Era un licantropo. E tra un vampiro ed un licantropo, non avrei mai creduto che la mia scelta sarebbe ricaduta sul licantropo nonostante fossi dipendente dal vampiro.
Socchiusi gli occhi riassaporando gli amari ricordi, e gettai un'occhiata alla finestra mentre tentavo inutilmente di fare i compiti di trigo. E forse fu solamente un accenno di stanchezza, ma vidi un'ombra sulla mia finestra che mi spinse a guardare fuori. "Edward?" chiesi speranzosa, vedendomi apparire Jake con uno sguardo a dir poco deluso. "No.. sono io." mormorò, guardandomi oltre i suoi occhi neri scrutandomi. "Jake, scusa.." Mi accarezzò una guancia sofferente, mentre mi dava un bacio sulla guancia. "Non posso essere lui. Non posso darti niente di quello che ti dava lui, posso darti solo me stesso.. Ma questo a te non basta" una nota furiosa accentuò l'ultima parola facendomi indietreggiare. Lui mi guardò cupo e sparì velocemente dalla mia vista correndo verso la foresta. Lasciandomi lì, ferma con il fiato sospeso per la paura, per la vergogna, per la rabbia sopita. Mi lasciai cadere a terra furibonda, isterica con i lacrimoni che bagnavano il parquet della mia stanza. Mi addormentai lì quella notte, e al mio risveglio quando entrai in bagno trovai il miei occhi scuri con le borse sotto gli occhi. Sospirai e oltrepassai la soglia della cucina come uno zombie, notando che Charlie era già uscito. Ringraziai il cielo, avrebbe fatto troppe domande vedendomi in quello stato. E sfortunatamente non ero mai stata capace di mentire. Mentre buttavo giù una cucchiaiata di cereali, sentii bussare alla porta. Spalancai gli occhi, buttai un'occhiata fuori e notando che non era Charlie sorrisi involontariamente a me stessa. "Chi è?" chiese dietro la porta. "Sam" Rimasi qualche istante impallidita davanti alla porta. Sam? Che voleva a quell'ora del mattino. Quando mi feci forza, girai il pomello della porta lasciando l'uscio aperto per farlo entrare. "Sì?" Mi inflisse uno dei suoi sguardi più duri. "Jacob.." mormorai incurante del suo sguardo accusatorio. "Stanotte è andato dai Cullen" Rabbrividii e senza fiato provai più paura di quanto ne avessi mai provata prima. "Dimmi.. che non hanno..." "Lottato, intendi?" chiese sprezzante "Sì, hanno lottato." "Oh no!" mi precipitai al pick-up - una volta rosso fiammante - distrutto. "Sam.." dissi indietreggiando verso il mio vecchio veicolo, "..io.." "Tu, cosa?" urlò, "Non volevi farlo uccidere?" In quell'istante il mio cuore si fermò, trattenni a lungo il respiro. Le mie urla furono niente a quelle di Sam, furente. "Noooooo.. Jake..." "Jake è morto, ma anche il succhiasangue ha fatto la sua meritata fine.." sentenziò Sam con un ghigno malevolo, indirizzato a me. E quelle parole gelide m'investirono con tutta la forza della sua cattiveria. Mi avvolsero e mi strinsero nella loro morsa di ghiaccio. Persi ogni voglia di vivere. Jacob, Edward... Il mio sole, la mia ragione di vita. La mia vita. Sfuggente sotto i miei piedi.. sentivo la mia vita, non più mia. Vittima di un destino ingiusto. La Giulietta che aveva perso prima il suo Romeo e poi il suo Paride. La Giulietta di Shakespeare che si era tolta la vita per il suo amore. Ma se Giulietta avesse amato due uomini - anche se in maniera diversa - e questi fossero morti per una lotta d'amore che riguardava lei.. che avrebbe fatto, allora, Giulietta? Pensai che avrebbe tentato la via più sofferente. Guardai Sam, tra le lacrime sorrisi - finalmente sapevo -, raggiunsi grazie a Mike la riserva che mi lasciò lì, tentennante. La grande scogliera era prorompente e le onde del mare sprigionavano la loro forza gettandosi contro la parete rocciosa, infrangendosi e lasciando un po’ di loro.
Guardai la riserva dalla scogliera e sorrisi ricordando i primi momenti con Jake, le scoperte sull'identità di Edward, il primo bacio di Edward, Jake mentre costruiva la moto, Jake che dava indizi su ciò che era... Jake che mi baciava, Jake che mi diceva ti amo, Edward che tornava.. Jacob cupo. Jacob che scompariva nella foresta.
Socchiusi gli occhi assaporando l'aria salmastra mentre mi gettavo nel vuoto, forse la caduta durò parecchio, o forse poco. Non ve lo so dire, quel giorno fu la fine di tutto. Non solo della mia vita, ma di quella dei miei amori. La sofferenza so solo che sparì mentre in balia delle onde, morivo piano, lentamente, scivolando giù tra le fauci delle acque scure.
di miki - alias Sara, spero vi sia piaciuta. Un bacione.
p.s. I pezzi in GIALLO e corsivo, sono Flashback di Bella.
Luna oscura prima del sole e preghiere da notti gotiche soccorrimi dopo il pianto Portami in un altro tempo
°Founder°
Abbassò le sopracciglia e un'ombra apparve nei suoi occhi profondi. Erano neri come la pece, quando fissarono i miei. ♥«Bella, sono innamorato di te. Bella, ti amo. E voglio che tu scelga me invece che lui»♥
Group: Member Posts: 5168 Location: O.O... me lo chiedo anche io!
Status: Off Line
Bella è bella, bem descritta, hai usato le stesse parole del libro, modo scorrevole, e la storia di Bella e Jake mi piace a dir tantissimo, ma non mi è piaciuto quando Sam è venuto e gli ha detto che sono morti ç______ç abbasso tutti i vampiri W Licantropal Dog ç__________ç
Luna oscura prima del sole e preghiere da notti gotiche soccorrimi dopo il pianto Portami in un altro tempo
°Founder°
Abbassò le sopracciglia e un'ombra apparve nei suoi occhi profondi. Erano neri come la pece, quando fissarono i miei. ♥«Bella, sono innamorato di te. Bella, ti amo. E voglio che tu scelga me invece che lui»♥
Group: Member Posts: 10289 Location: Land of Darkness (Udine)
Status: Off Line
bellissima questa ff! quoto la SIlvia quando dice che hai scritto come la Meyer! uguale! stesso stile! complimenti! apparte...beh ovvio...la storia d'amore...ahaha No va beh...se Jake non fosse stato descritto dalla scrittrice come un ragazzotto licantropo ed irascibile...forse sarei stata dalla vostra parte...ma no! è troppo: migliore amico e basta. Gli manca la grazia aristocratica di un vampiro... Povero il piccino Edward sbranato da quel cane spelacchiato ._. Vampiri 4ever!!! Abbasso Jake -> Ps: molto bella la copertina! anche le scene! nn le avevo ancora trovate sul web
La strada per la grandezza passa attraverso il silenzio. [Nietzsche]
I batteristi sono la cosa più sexy che hanno inventato. [Cit. Me & Rain]
" Sei miliardi di persone al mondo, 6 miliardi di anime, ma a volte ne basta una sola." [One Tree Hill - Peyton]
"Quello che non mi uccide, mi fortifica." [Cit.Friedrich Nietzsche] "Vivere insieme, Morire soli" Kate[Lost] "Soffrire non potendo avere ciò che si vuole..." Me
Luna oscura prima del sole e preghiere da notti gotiche soccorrimi dopo il pianto Portami in un altro tempo
°Founder°
Abbassò le sopracciglia e un'ombra apparve nei suoi occhi profondi. Erano neri come la pece, quando fissarono i miei. ♥«Bella, sono innamorato di te. Bella, ti amo. E voglio che tu scelga me invece che lui»♥
Luna oscura prima del sole e preghiere da notti gotiche soccorrimi dopo il pianto Portami in un altro tempo
°Founder°
Abbassò le sopracciglia e un'ombra apparve nei suoi occhi profondi. Erano neri come la pece, quando fissarono i miei. ♥«Bella, sono innamorato di te. Bella, ti amo. E voglio che tu scelga me invece che lui»♥